Ci avviciniamo a un tempo dell’anno in cui, quasi senza accorgercene, le relazioni diventano più visibili, più sentite, più desiderate. Le feste ci ricordano che nessuno cresce da solo: è nello scambio, nell’incontro e nella parola che la nostra interiorità trova il suo ritmo più autentico. Come avrebbero detto gli antichi pensatori greci, la comunità è ciò che ci permette di diventare pienamente ciò che siamo.
Con questo spirito, siamo felici di invitarvi il 22 dicembre presso il Campus dei Campioni per il nostro primo scambio degli auguri di Natale. Sarà l’occasione per ritrovarci, guardarci negli occhi, condividere un sorriso e soprattutto presentarvi il programma delle attività che la nostra Associazione intende realizzare nel 2026.
Una comunità che pensa, sente e costruisce
La Scuola dei Concetti nasce dall’idea profondamente filosofica e umana che riflettere insieme cambia il modo in cui abitiamo il mondo.
Nella pratica psicologica è noto che il senso di appartenenza sostiene, orienta, dà coraggio. Dalla filosofia antica sappiamo che la relazione è il luogo privilegiato della crescita e della ricerca del bene.
Ecco perché per noi l’associazionismo non è solo una struttura, ma un’esperienza:
il piacere della convivenza, del reciproco scambio, dell’ascolto attivo e del confronto rispettoso.
È l’idea di una comunità che non si limita a riunirsi, ma che si riconosce, si accompagna e si trasforma insieme.
Che queste feste portino pace dove la pace manca, delicatezza dove c’è fatica, e che lo spirito comunitario, quieto, contagioso e luminoso continui a diffondersi come una forma di filosofia vissuta.
Uno sguardo concreto al 2026
Il prossimo anno vorremmo che fosse un passo avanti nel sentirci davvero parte di una famiglia culturale, aperta e partecipata. Per questo vi chiediamo, sin da ora, di:
1. Sentirvi parte viva della Scuola dei Concetti, portando la vostra presenza e la vostra unicità agli incontri.
2. Contribuire con proposte, idee, desideri, perché ogni percorso prende forma grazie alle voci che lo abitano
3. Partecipare attivamente alle attività, rendendo il 2026 un anno costruito insieme, non solo pensato per voi ma anche da voi.
Tre riflessioni filosofiche per il Natale
Vi lasciamo infine qualche spunto di meditazione, semplice ma profondo, per accompagnare le feste, perché anche il tempo del dono può diventare tempo di pensiero:
• Che cosa significa “donare” davvero? È l’oggetto o la presenza che offriamo a chi amiamo?
• Qual è il “centro” che ognuno di noi porta nelle celebrazioni? E come questo centro può aprirsi all’altro?
• In che modo il Natale ci invita a pensare alla rinascita — non solo del mondo, ma delle nostre relazioni e delle nostre idee?
